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Salari a confronto

Scritto da Redazione on . Postato in Varie

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Dai 58mila euro annui della Danimarca ai 4.400 della Bulgaria. Italia in coda nell’Europa dei 15

Una realtà complessa, un organismo in cui convivono corpi molto diversi e spesso anche molto lontani: così appare l’Europa se si considerano le condizioni di vita e di lavoro dei suoi cittadini.

Il confronto tra la media dei salari lordi annuali dei lavoratori occupati a tempo pieno in aziende con oltre 10 dipendenti nel settore dell’industria e dei servizi nella UE e nell’area AELS, mette in evidenza lo scarto salariale che esiste da una parte tra i paesi che fanno parte dell’area UE 15/AELS (Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera) e dall’altra tra questi ultimi e i nuovi paesi membri (Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Romania).
All’interno dell’UE 15 lo scarto è sempre molto netto tra i paesi del Nord e quelli del Sud. Infatti, nel 2010 i salari più alti erano quelli registrati in Danimarca (58.840 euro), Svizzera (56.509 euro), Norvegia (51.343 euro nel 2009), Lussemburgo (49.316 euro) e nei Paesi Bassi (45.215 euro); i salari più bassi in Italia (27.419), Spagna (26.316 euro nel 2009) e Portogallo (17.352).

Il “gradino” salariale aumenta ancora se si considerano i nuovi paesi membri. La Romania e la Bulgaria, ultimi paesi ad entrare nell’Unione (2007), nel 2010 mostravano salari medi lordi rispettivamente di 5.891 e 4.396 euro l’anno.

Articolo estratto dal magazine numero 1 di Caboto. Scarica gratis il pdf integrale.

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