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Come in un film americano

Scritto da Nadia Magnanini on . Postato in Diari, Vita da expat

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Quattro mesi dal mio arrivo a Philadelphia. Camminare per le strade di questa città mi fa uno strano effetto, tutto sembra familiare: i palazzi, le persone ai semafori, i camioncini del cibo lungo i marciapiedi, le macchine ferme nel traffico. Mi sembra di esserci già stata. Eppure è la prima volta che vedo questa città. Luci, colori, rumori… com’è affascinante la sua skyline, armoniosa e lineare, dona risalto ai miei 2 grattacieli preferiti: i Liberty Place, 1 e 2.
Trascorro i primi giorni della mia nuova vita americana ad esplorare gli angoli più conosciuti e non di Philadelphia. La familiarità con i luoghi che vedo mi impressiona e mi rendo conto che decenni di cinematografia americana hanno influenzato così tanto il nostro background culturale che è come essere già passati di qui!
E’ una sensazione nuova per me, abituata a viaggiare e a vivere all’estero. Inaspettata. Una città mai vista nella quale mi sento un po’ a casa.
Philadelphia. Bruce Springsteen canta le sue strade nella famosa colonna sonora dell’omonimo film. Eddie Murphy si ritrova, per una fortunata serie di coincidenze, ad essere un giovane ricco nel divertente film Una poltrona per due. Sylvester Stallone corre su e giù per la scalinata del National Art Museum nella serie di film RockyBruce Willis, nei panni di uno psichiatra infantile, deve affrontare i problemi di un bambino visionario ne Il sesto Senso. E ancora, Bradley Cooper vive in una Philadelphia di periferia in Silver Lining – Il lato positivo. Questi numerosi richiami cinematografici confermano le mie sensazioni iniziali. Camminare per Philly, come viene chiamata dai locali,  è come camminare in un film americano.

Durante i primi mesi in cui si vive in un paese straniero è difficile individuare le vere problematiche, ci si sente come dei turisti esploratori in cerca delle meraviglie e delle novità. A Philadelphia si respira aria di storia; prima capitale degli Stati Uniti d’America, è qui che i padri fondatori americani hanno firmato la Dichiarazione di Indipendenza (1776) e successivamente è stata elaborata la prima Costituzione americana (1787). Per le strade del centro storico non mancano musei e richiami  alla nascita degli Stati Uniti d’America. C’è un gran fermento culturale in questa città che accontenta i gusti più disparati: dall’arte, alla storia, dal cinema alla musica. Non mancano teatri, ristoranti e locali notturni.

Philly è una città a misura d’uomo. E’ servita da un ottimo sistema di piste ciclabili, c’è un grande parco che si sviluppa in prossimità dei due fiumi che attraversano la città (Delaware e Schuylkill), ci sono numerose università (la più rinomata è l’Università della Pennsylvania, comunemente chiamata U-PENN), i quartieri residenziali e il Campus Universitario, un po’ decentrati, sono provvisti di tutti servizi essenziali.
Come straniera mi sento ben accolta; Philadelphia è una città internazionale, dove convivono molte culture diverse. Non manca la comunità di italiani, che qui è abbastanza grande e ben inserita. Ma questo è lo spunto per la prossima puntata! Oggi ho voluto presentarvi la città dal punto di vista di chi si è trovato catapultato dall’altra parte del mondo per scelta e per coincidenze fortuite della vita! Alla prossima puntata!

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