• A soli 5 euro abbonati per 1 anno a Caboto per scaricare ogni mercoledì il PDF con tanti annunci di lavoro dall'Estero

Come un invito a cena

Scritto da Nadia Magnanini on . Postato in Diari, Vita da expat

sordi

Prima di partire per Philadelphia, mi sono documentata il più possibile sulla cultura americana e su quello che mi avrebbe atteso per cominciare una nuova vita.  Una volta approdata in terra straniera, tuttavia, ho realizzato quanto sia stato importante anche aver cercato un contatto con la propria comunità d’origine per facilitare l’integrazione nella nuova società. Conoscere altri italiani, che vivono esperienze simili alla mia, ma da più tempo, è un valore aggiunto non indifferente. Ma da dove cominciare? Internet è sempre la prima risposta a questo genere di domande. I siti del Consolato Generale d’Italia e della Camera di Commercio Italo-Americana sono stati sicuramente un buon punto di partenza perché ricchi di informazioni utili e link ad associazioni culturali italiane, scuole di lingua e simili.
Scelte le realtà che più mi interessavano, ho provato ad inviare alcune email ai responsabili spiegando le motivazioni che mi portavano a Philadelphia e chiedendo consigli per quando sarei arrivata. E’ stato sorprendente quanta disponibilità ed accoglienza abbia trovato nelle loro risposte. E’  così che ho incontrato alcuni collaboratori della Camera di Commercio Italo-Americana, dell’America-Italy Society di Philadelphia (AIS) e PI-Philly, un gruppo di giovani professionisti italiani che opera, a titolo volontario, in partnership con il Consolato Italiano. Affascinante è il modo in cui queste diverse organizzazioni collaborano e interagiscono tra di loro per promuovere la cultura italiana e creare una rete sul territorio. Infatti, accanto alle attività istituzionali, questi enti propongono periodicamente eventi culturali, tavole rotonde, conferenze, proiezioni di film e tanto altro per avvicinare gli americani alla nostra cultura, presentare un’Italia che si discosta dagli stereotipi internazionali per la quale è conosciuta e, perché no, far sentire un po’ a casa gli italiani che vivono a Philadelphia. L’obiettivo che li accomuna infatti è quello di creare un ponte tra le due culture.
Prima di quest’esperienza, per affrontare un viaggio all’estero, consideravo fondamentale imparare usi e costumi dei luoghi che si visitano, adattarsi alla cultura e alle tradizioni locali, tollerare le differenze, ma sottovalutavo l’importanza di esportare la propria cultura per non dimenticare le nostre origini e utilizzarla come strumento per avvicinarci a chi ci ospita. Oggi, grazie alla mia partecipazione diretta nelle attività di queste organizzazioni, mi sento di poter dire che è altrettanto fondamentale essere consapevoli della nostra provenienza e di come la nostra cultura possa essere il principio di un dialogo interculturale costruttivo. Essere ospitati in un paese straniero è un po’ come quando si è invitati a cena a casa di qualcuno: non ci si presenta mai a mani vuote. E’ forse così che dovremmo pensare quando partiamo per l’estero: in cambio dell’apprendimento e della conoscenza che acquisiremo in ambito lavorativo e personale, potremo lasciare un po’ della nostra italianità… quella buona!

Curiosità
Il 2013 è l’ Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti. Attraverso i temi della Ricerca, Scoperta e Innovazione è stato creato un ricco programma di eventi consultabile al sito www.italyinus2013.org.

Tags: ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia il tuo commento