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I balocchi di Atlantic City

Scritto da Nadia Magnanini on . Postato in Diari, Vita da expat

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Un sabato mattina di giugno come tanti. Alle 9 ci sono già 28 gradi. A Philadelphia si prevedono picchi di 32 gradi. Umidità altissima. È tempo di andare ad esplorare la costa a pochi chilometri da Philadelphia. Per chi non ha una macchina, il posto più vicino e facilmente raggiungibile è Atlantic City. In un’ora e mezza con il treno sono sull’oceano.
Al suo interno, Atlantic City sembra un grande outlet, con negozi di rinomate firme uno dietro l’altro. Appena ci si avvicina al boardwalk (5 chilometri di passeggiata realizzata con listelli di legno lungo la spiaggia, la nota Jersey shore) si scorgono gli immensi casinò che dominano la vista sull’oceano. Sul pontile, di fronte ad una delle più imponenti e vistose strutture che ricorda un noto mausoleo indiano, c’è un luna park. Un luna park sull’oceano. Giochi, dolciumi, bevande, cibo a tutti gli angoli, musica… è così che forse Collodi si era immaginato il Paese dei Balocchi?
Non ci si può aspettare la vita di mare come la immaginiamo noi italiani. Qui, la spiaggia fa parte di una delle tante attrazioni. La maggior parte dei visitatori di Atlantic City ama perdersi nei meandri dei casinò. Coloratissimi, luccicanti. Appena entri non puoi non notare che le slot machine sono il passatempo preferito di donne di mezza età, talmente concentrate nello schiacciare quei tasti “magici” che non si fanno distrarre da alcun evento che accade a pochi passi da loro. Camminando per i casinò perdo l’orientamento, sembrano progettati per non farti trovare più l’uscita. Dopo l’entusiasmo iniziale per la novità, mi viene voglia di fuggire, trovare un posto tranquillo. Sembra difficile a dirsi, ma se ci si allontana di qualche chilometro, a sud del luna park, lungo il boardwalk, si trova un tratto di spiaggia isolato, senza strutture ricettive alle spalle. Sarà frutto dell’ultimo uragano del 30 ottobre 2012 che ha inondato l’80% della città causando danni di molti miliardi di dollari? Forse. Ma questo angolo di spiaggia è rilassante: sabbia chiara e fine, conchiglie lungo la riva, oceano. L’acqua è gelida, non molto limpida. ma è necessario ricordarsi che è pur sempre la spiaggia di una grande città. Una grande città nella quale Pinocchio avrebbe detto – Oh! Che bella vita!
Ma come tutte le cose piacevoli, affinché rimangano tali, è meglio farle durare poco, così prima che l’incantesimo possa svanire, risalgo sul treno, verso Philadelphia, e un’ora e mezza dopo eccomi di nuovo nella vita reale!

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