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Eolico: tanto lavoro, poche braccia

Scritto da Redazione on . Postato in Varie

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C’è un settore dell’economia europea che è cresciuto molto rapidamente negli ultimi dieci anni, tanto da fronteggiare oggi una cronica carenza di personale qualificato. Si tratta dell’eolico, che ogni anno non riesce a trovare ben 7mila lavoratori; una cifra che – stima il rapporto commissionato dalla European Wind Energy Platform Technology (TPWind ) alla società di consulenza sulle energie rinnovabili GL Garrad Hassan – entro il 2030 potrebbe tranquillamente raggiungere i 15.000 se il numero dei laureati che frequentano i corsi relativi al settore non aumenta.
I dati parlano da soli: il 78% delle aziende europee intervistate nell’ambito dello studio ha ammesso che “è stato difficile o molto difficile trovare personale adeguatamente addestrato”. Questo in una UE con un tasso di disoccupazione dell’11% e un tasso di disoccupazione giovanile del 20,9% (5,5 milioni di persone di età compresa tra 15 e 24 anni).
Ma quali sono le cause di questo gap tra domanda e offerta di professionalità, perdipiù in un settore strategico per l’economia europea come quello delle energie rinnovabili?
Le ragioni sono diverse. Innanzitutto la rapidità di crescita del settore, che ha visto “esplodere” la capacità installata dai 13 GW del 2000 agli oltre 100 del 2012, ben al di là di tutte le previsioni.
E poi la carenza di ingegneri che non permette di rimpiazzare i senior che a mano a mano escono al mercato del lavoro. Una carenza che, ancora più a monte, riguarda gli studenti in possesso delle cosiddette competenze STEM, ovvero in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.
Insomma, migliaia di posti di lavoro restano in attesa di essere occupati. Chi sta cercando idee per la propria formazione – o riqualificazione professionale – adesso lo sa.

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