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Silvia da Dublino a Tokyo

Scritto da Ivan Lo Giudice on . Postato in Vita da expat

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Silvia, 28 anni, originaria della provincia di Verona, lavora presso una multinazionale informatica a Dublino. Dopo un laurea in lingue orientali è riuscita a realizzare un suo sogno: trasferirsi in un paese anglofono. Tuttavia, gli anni trascorsi in Irlanda non sono bastati a far svanire il richiamo per l’Oriente e tra pochi mesi si trasferirà a Tokyo. Una bella storia di un cervello in fuga che ha trovato le porte chiuse in Italia, ma è stata apprezzata all’estero dove è cresciuta professionalmente e ha iniziato un percorso gratificante e ancora tutto da scoprire. Conosciamola meglio.

Silvia, da quanti anni vivi a Dublino? Cosa ti ha portato in Irlanda?
Vivo a Dublino da oramai 3 anni e mi sono trasferita qui per lavoro.

Ricordi le tue prime impressioni quando ti sei trasferita in Irlanda?
Sì, era la prima volta che mi trasferivo in un paese anglosassone e quindi è stato un bel cambiamento rispetto all’Italia. Avevo vissuto per 6 anni a Venezia e da lì mi sono spostata a Dublino. Il clima, il tipo di appartamenti, lo stile di vita dublinese con i suoi brunch, concerti, TGIF del venerdì (Thank God It’s Friday) mi erano completamente sconosciuti. Anche la lingua inglese non era come quella sui libri scolastici, ma dopo un po’ ci si abitua.

Ora che conosci bene Dublino, come la descriveresti in poche parole?
È una piccola città internazionale ricca di cultura e di musica.

Parliamo ora del tuo lavoro. Che lavoro fai e come hai trovato questa opportunità in Irlanda?
Lavoro per una multinazionale informatica e mi occupo di e-commerce per diversi mercati europei. Ho trovato questo lavoro per caso su internet. Al tempo ricevevo una newsletter universitaria con diverse opportunità di lavoro sia nazionali sia estere. Mi volevo spostare all’estero e specialmente in un paese anglosassone per perfezionare il mio inglese, pertanto quando ho visto un’offerta che faceva al caso mio ho inviato subito il curriculum e dopo diversi colloqui eccomi qui.

Nell’ambiente lavorativo che lingue ti vengono richieste?
Italiano e inglese. Ma fra un paio di mesi anche giapponese visto che mi sposterò a Tokyo con la stessa azienda.

Ecco, torniamo indietro di qualche anno, alla tua preparazione e ai tuoi studi. Che cosa hai studiato in Italia?
Ho studiato lingue orientali (giapponese) con indirizzo economico e ho conseguito sia laurea triennale sia magistrale a Venezia. Durante gli studi facevo comunque lavori temporanei: lavoravo in teatro, in biblioteca, alla Mostra del Cinema di Venezia. Ho fatto anche uno stage di tre mesi alla Camera di Commercio di Tokyo.

Quindi parli anche un buon giapponese, complimenti. E una volta ottenuta la laurea? Era impossibile trovare un lavoro affine ai tuoi studi in Italia?
Una volta ottenuta la laurea mi sono trovata un “muro” davanti. La maggior parte delle offerte di stage o di lavoro che trovavo richiedeva una laurea in economia. Nonostante il mio corso di laurea offrisse anche dei corsi di economia e diritto, la mia candidatura veniva sempre respinta. Sentivo che mi mancava una concreta specializzazione in qualcosa e a volte sapere alcune lingue straniere non basta. Credo che in Italia al momento le aziende non vogliano rischiare di assumere qualcuno a cui debbano insegnare un particolare lavoro. In altre parole, ad esempio, se l’offerta di lavoro è per una posizione nell’area marketing, sono molto rare le possibilità che assumino una persona non laureata in marketing. Pertanto, vista l’aria che tirava, mi sono concentrata sul trovare qualche opportunità oltreconfine.

Quindi, tra i tuoi colleghi a Dublino non tutti sono laureati in marketing o economia, come invece sembra essere il caso nella maggior parte delle aziende in Italia?
No, assolutamente. Ci sono persone laureate in Lettere, Scienze, Relazioni Internazionali, Giornalismo. È un ambiente molto variegato.

Spesso in Italia si parla del nord Europa come di un paradiso in cui gli stipendi sono alti, le ore di lavoro inferiori rispetto allo standard di 40 ore settimanali, elevatissima qualità della vita, ecc. Questi anni di vita in Irlanda che cosa ti hanno insegnato al riguardo?
In Irlanda gli stipendi sono il doppio di quelli italiani ma le ore di lavoro sono nello standard (40 ore settimanali). Il costo della vita è alto, ma comunque si riesce a risparmiare. Penso sempre che lo stile di vita italiano sia migliore di quello irlandese e nordico in quanto l’Italia ha un clima, cibo e cultura che altrove se li sognano. Vivere a Dublino mi ha reso indipendente e ho imparato molto professionalmente. Tuttavia, a causa del clima, non è un posto in cui potrei vivere più di 3-4 anni.

Per quel che riguarda il mercato del lavoro, com’è la situazione in Irlanda? I giovani trovano lavoro o si sente la crisi?
Penso che dipenda dal tipo di lavoro che si ricerca e dal livello di studi conseguito, ma nella norma non è difficile trovare lavoro a contratto o indeterminato.

Consiglieresti ad altri italiani di cercare lavoro in Irlanda?
In Irlanda ci sono molte sedi di aziende multinazionali da Google a Facebook, da Twitter a Linkedin e molte altre. Quello che consiglierei è di consultare direttamente i siti di queste aziende dove vi è una sezione dedicata.  Altrimenti un buon sito da dove si potrebbe partire è irlandando.it

Abbiamo capito che il clima irlandese non ti piace molto. Ti manca qualcos’altro dell’Italia?
Oltre al clima, direi  che il cibo e la famiglia sono le cose principali che mi mancano.

Quali sono le maggiori differenze tra Irlanda e Italia che è meglio conoscere prima di trasferirsi?
L’accento irlandese, la guida a destra, il modo di vestire a volte troppo leggero per le temperature rigide della zona, il livello di alcolismo (in media gli irlandesi riescono a bere 8 pinte in una sera). Per quel che riguarda il cibo si mangiano molte patate e stufati di carne, alimenti molto conditi, torte salate. A livello urbanistico non ci sono delle vere e proprie piazze nello stile italiano e il riscaldamento funziona a elettricità. Infine la musica qui è molto importante e ci sono spesso concerti di piccoli e grandi artisti.

Qualcosa che ti piace molto dell’Irlanda e che probabilmente ti mancherà quando lascerai Dublino?
Mi mancheranno sicuramente i paesaggi costieri e le scogliere, il brunch irlandese, la carrot cake e la facilità di volare ovunque in Europa in quanto Dublino è ben collegata a gran parte delle città europee.

Dicevi che tra poco partirai per il Giappone. Rimarrai lì a lungo o pensi già alla destinazione successiva?
Penso che rimarrò almeno 2-3 anni e poi vorrei spostarmi da qualche altra parte nel mondo. Il ritorno in Italia è ancora lontano. Forse tra 10 anni? Non lo so ancora, ma dipende se nel frattempo la situazione lavorativa cambierà in modo positivo.

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