Emigra dove si pagano meno tasse

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Prima di decidere di trasferirsi all’estero e meglio essere informati su quante tasse dovrai pagare. Che tu sia intenzionato ad aprire un’attività in proprio o che invece voglia lavorare come dipendente, lo Stato preleverà una parte del tuo guadagno.
I dati presentati in questo articolo sono provenienti dal nuovo e-book “Eden, trova il Tuo Paradiso Terrestre” che è molto più di un libro; si tratta infatti di un vero e proprio strumento operativo che serve per informarsi, valutare e poi decidere quale sia il posto più adatto per se stessi; un’opera dedicata a chi non è pienamente convinto del paese in cui vive ed è in cerca del luogo migliore in cui trasferirsi tra i 196 stati indipendenti del pianeta.

Torniamo all’argomento di oggi: le tasse. Non esiste una legge internazionale che regolamenti la tassazione sui redditi. Ciascuno stato decide autonomamente. Non mancano paesi in cui i cittadini sono costretti a lavorare anche sei mesi l’anno solamente per pagare le tasse. L’Italia è uno di questi.
Certo, a nessuno piace pagare le tasse. Una nazione è come un grande condominio. E proprio come accade in uno stabile,  i condomini non vorrebbero pagare le quote condominiali all’amministratore. Ma cosa ne sarebbe delle abitazioni in assenza di una minima e decente cooperazione?

Un paese civile ha un articolato sistema di tassazione. Pagare le tasse è segno di civiltà, non pagarle è segno di spregio per gli altri ed è comunque un reato. Le tasse rappresentano lo strumento attraverso cui ogni singolo cittadino contribuisce alle spese comuni, tra cui quelle relative alla salute, alla sicurezza, all’istruzione e all’ambiente. Purtroppo non sempre si fa un buon uso dei soldi presi ai contribuenti. La mala politica e la corruzione spesso deviano il tragitto di questi soldi.

Questo non vuol dire che le tasse sarebbero pagate volentieri nel caso si fosse sicuri della loro utilizzo equo e solidale, però, ci si dovrebbe arrendere alla loro inevitabilità e legittimità. C’è una battuta piuttosto esemplificativa, che risale ai primi anni ’70 del secolo scorso: “Credo che si dovrebbero pagare le tasse con un sorriso. Io ci ho provato, ma loro volevano i soldi

L’Italia ha una pressione fiscale molto alta, il suo nome figura tra i 30 paesi con più tasse al mondo. La politica che per anni ha mangiato alle spalle dei cittadini e la corruzione latente, hanno fatto sì che oggi, ad un’alta imposizione non corrisponda un alto livello di servizi per i cittadini, come invece accade ad esempio in Norvegia, Danimarca, Belgio ed Olanda, stati che come l’Italia hanno un alto livello di tassazione.

Agli antipodi, ci sono invece i paesi in cui le tasse non si pagano proprio. Parliamo dei cosiddetti Paradisi Fiscali come ad esempio il Bahrein, gli Emirati Arabi Uniti o il Qatar. Se vi trasferirete in uno di questi stati, non dovrete preoccuparvi di pagare le tasse sul reddito.
Qui di seguito, estrapolato dall’ebook “Eden, trova il Tuo Paradiso Terrestre”, c’è un elenco degli stati in cui la tassazione è più bassa e di quelli in cui la tassazione è più alta.

Paesi con la più bassa imposizione fiscale:
1. Bahamas
2. Bahrein
3. Emirati Arabi Uniti
4. Kuwait
5. Maldive
6. Qatar
7. Andorra
8. Arabia Saudita
9. Micronesia
10. Oman

Paesi con la più alta imposizione fiscale:
1. Svezia
2. Saint Lucia
3. Norvegia
4. Mali
5. Danimarca
6. Cuba
7. Congo Kinshasa
8. Congo Brazaville
9. Comore
10. Ciad

Per chi volesse conoscere la situazione di tutti i 196 paesi indipendenti del mondo consigliamo la lettura dell’e-book “Eden, trova il Tuo Paradiso Terrestre”. Maggiori informazioni sugli argomenti trattati nell’e-book (come ad esempio clima, costo della vita, criminalità, corruzione, livello salariale ecc..) si possono trovare sul sito www.ilmioeden.it (Roberto Stanzani)

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