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I mestieri senza crisi secondo la UE

Scritto da Redazione on . Postato in Varie

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La Commissione Europea ha commissionato per il secondo anno consecutivo uno studio approfondito sul mercato del lavoro nello spazio europeo. Lo European Vacancy and Recruitment Report è stato pubblicato lo scorso giugno e dà indicazioni interessanti su quali sono le professioni che al momento vanno meglio e su cui occorre puntare per lavorare in Europa.

Come rileva il documento, il lavoro nello spazio europeo (in termini di posti vacanti e assunzioni) mostra qualche timido segnale positivo ma ancora decisamente sotto i livelli pre-crisi. Rispetto al 2008, i posti vacanti nel 2012 sono calati del 19% e le assunzioni nel 14% in media. Il miglioramento si percepisce se si compara il numero dei posti disponibili durante il periodo più basso della crisi (terzo quarto del 2009) con quello del terzo quarto del 2013:  + 25% delle vacancies e + 7% delle assunzioni.

Le professioni che stanno crescendo più decisamente in termini di numero di persone impiegate sono quelle più specializzate. Come numero di occupati infatti, le categorie che mostrano una crescita più robusta sono i professionisti dell’informatica e delle vendite, così come il personale di cura e gli infermieri.

Quanto al numero delle assunzioni, nel periodo tra 2011 e 2012 la maggiore quantità di contratti si concentrava tra i lavoratori del settore agricolo, forestale e della pesca (soprattutto nel sud Europa), nel personale di cura di ambito sanitario e tra i profili segretariali in ambito amministrativo e specializzato.
La quota di personale con bassa scolarizzazione tra le assunzioni si sta progressivamente contraendo in tutti i principali gruppi occupazionali, perfino tra i mestieri “elementari” dove il calo è stato del 4% tra 2008 e 2012. Questo – rileva il Rapporto della Commissione Europea – potrebbe essere il segno che  in un’epoca di contrazione del lavoro numerosi lavori poco specializzati vengono ormai svolti da persone con una formazione media o medio-alta a scapito di altri lavoratori meno qualificati.

Insomma, i lavoratori poco qualificati incontrano crescenti difficoltà nel trovare un lavoro, anche a causa della concorrenza con altri lavoratori mediamente qualificati; e quando lo trovano devono accettare una maggior instabilità rispetto al passato. Un invito implicito dunque, quello che viene dalla UE, a continuare a puntare sullo studio e la formazione, che sembrano essere anche in tempo di crisi i principali antidoti a precarietà e disoccupazione.

Leggi o scarica lo European Vacancy and Recruitment Report 2014 in inglese (formato .pdf)

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