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Ilaria e la Cina, amore a prima vista

Scritto da Redazione on . Postato in Stage, Vita da expat

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Ilaria, originaria della provincia di Padova, ha 21 anni e a breve si laureerà presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia in Economics and Management.  Ha appena terminato uno stage in un’azienda di servizi di consulenza professionale per investimenti immobiliari a Pechino.  Il suo sogno ora è di tornare in Cina, subito dopo la laurea, e stabilirsi nel Paese del Dragone.

Ilaria, perché hai scelto di fare uno stage proprio in Cina?
In realtà avevo già trovato uno stage negli Stati Uniti ma poi, appena ho conosciuto gli stage con CRCC Asia all’università, ho deciso di partire per la Cina perché è un Paese in continua crescita economica e questo ha influenzato la mia decisione ma, oltre a questo, volevo arricchire il mio curriculum e allo stesso tempo il mio bagaglio culturale. E la Cina era l’opzione che più si addiceva alle mie esigenze.

Com’è andata la tua esperienza di stage? Ha soddisfatto le tue aspettative? Puoi raccontarci quali sono state le tue mansioni?
E’ andata benissimo e sono molto contenta e soddisfatta. L’azienda per cui ho lavorato a Pechino offre servizi di consulenza professionale per gli investimenti immobiliari a livello mondiale. Le mansioni che ho svolto sono state perfettamente in linea con il mio percorso di studi. Ho condotto ricerche di mercato e presentazioni per il mercato italiano in cui spiegavo il funzionamento del sistema scolastico e del sistema fiscale  in Cina, ma anche le abitudini dei cinesi come l’ora in cui si mangia, o cosa si mangia. Nell’ultimo periodo invece ho fatto ricerche su cosa e come dovrebbe fare un cinese per aprire un conto corrente in Italia, anche se non ha la cittadinanza italiana. E poi mi sono occupata di mettere in contatto gli uffici legali italiani per una possibile collaborazione con la mia azienda cinese, e delle procedure d’acquisto contattando anche le agenzie e i proprietari di case – in particolare in Sardegna, a Roma e a Milano – per chiedere se fossero disponibili a collaborare con l’azienda.
Insomma, il lavoro non è mancato e, per mia fortuna, ho svolto molte mansioni mettendo in pratica ciò che avevo precedentemente solo studiato.

Hai già avuto diverse esperienze professionali all’estero o a contatto con persone di cultura diversa dalla tua.  Credi l’esperienza in Cina sia stata rilevante tanto quanto le altre, di più o di meno?
Io ho lavorato e lavoro tuttora in un hotel a Venezia e ho lavorato per un breve periodo in Thailandia, ma credo che questa in Cina sia l’esperienza più rilevante, molto di più delle altre, perché era perfettamente in linea con i miei studi e conterà sicuramente molto di più sul mio curriculum sia per la tipologia di lavoro che per la località.

Molti giovani sottovalutano l’importanza delle esperienze all’estero oppure hanno paura di affrontare cambiamenti così estremi. Consiglieresti quest’esperienza?
Sì, la consiglio assolutamente come esperienza. Ti arricchisce moltissimo sia dal punto di vista professionale ma anche da quello personale. Dal punto di vista professionale perché in Cina uno stagista non fa le fotocopie, svolge appieno le mansioni del lavoro per cui si candida. Dal punto di vista personale perché ti fa vincere le tue paure,  ti apre molto la mente e ti fa crescere.

Svolgi un corso di laurea insegnato interamente in inglese, quindi si presuppone che gli studenti siano più propensi a svolgere esperienze di studio e formazione all’estero. Come ti sembrano i tuoi compagni di corso? Propensi tanto quanto te alle esperienze all’estero?
Diciamo che abbiamo tutti una maggiore apertura mentale e propensione a svolgere uno stage all’estero, ma la maggior parte preferisce svolgerlo in Europa, non se la sentono di andare in posti così lontani e con una cultura così diversa da quella occidentale.
Io sono partita senza troppe ritrosie, ma ciò è dipeso anche dal fatto che avevo già vissuto un’esperienza in Thailandia ma soprattutto dal fatto che ero supportata da CRCC Asia, quindi non avevo paura. Ad oggi, raccomanderei a tutti i miei compagni di corso e a tutti coloro che desiderano partire di lasciare da parte le paure e i dubbi e di cogliere opportunità simili perché ne vale e ne varrà assolutamente la pena.

Le culture cinese è molto diversa da quella italiana. Quali sono le differenze culturali più evidenti tra l’Italia e la Cina?
In ogni cultura ci sono delle cose positive e altre negative o meglio, che all’inizio mi hanno lasciata spiazzata perché molto diverse da ciò a cui ero abituata. Della Cina non ho apprezzato ad esempio il fatto che tutti prendano il cibo dallo stesso piatto, mentre in Italia ognuno ha il suo piatto, o che in metropolitana negli orari di punta se devi passare difficilmente la gente si sposta.
Ciò che invece ho apprezzato molto è quanto tengano alla famiglia, sono molto legati alla famiglia e si rispettano moltissimo a vicenda. E il rispetto reciproco l’ho riscontrato anche nel luogo di lavoro.

Quindi, ricollegandomi alla tua ultima frase, quali sono le differenze culturali che hai notato nel posto di lavoro?
Ciò che ho apprezzato molto è stato il rispetto reciproco appunto, ma anche la disponibilità che hanno verso i loro colleghi: ti aiutano molto e ti vengono incontro se hai dei problemi nelle svolgimento dei tuoi compiti quotidiani. E poi non ti fanno sentire diverso ma, al contrario, cercano di farti integrare appieno nell’azienda.

Poco fa mi hai detto che vuoi tornare in Cina. A livello di opportunità, perché pensi che il mondo del lavoro cinese sia diverso da quello italiano?
La Cina è in fortissimo sviluppo e gli occidentali sono molto richiesti, ovviamente se svolgono adeguatamente il loro lavoro. Nel mio periodo in Cina ho mandato il mio curriculum a varie aziende  e mi hanno sempre ricontattata. Questa forte crescita mi fa sperare di poter trovare un lavoro adeguato al mio percorso di studi ed è anche per questo che desidero tornare lì appena mi laureerò. Ci sono molte più possibilità rispetto a quelle che vengono offerte in Italia e non sarei tornata in Italia se fossi già stata laureata prima di partire per la Cina.

Cosa vorresti trasmettere a chi ci legge?
Di non avere paura e di partire per questo Paese, anche se è lontano, perché ha tantissime cose da offrire. E’ un’esperienza che ti porterai sempre dietro, ti confronti con persone diverse e riesci poi a vedere le cose da più prospettive, da punti di vista diversi rispetto al tuo.

Avresti mai pensato prima di partire di voler rimanere in Cina?
No, la mia idea iniziale era quella di andare per un periodo limitato e di ritornare poi alla mia vita normale. Non sarei rimasta in Italia, ma sarei sicuramente andata in un Paese facente parte dell’Unione Europea. Invece ora voglio assolutamente ritornare in Cina, quindi devo dire che i miei programmi sono cambiati un po’ ma questo si lega appunto al discorso delle prospettive diverse: quest’esperienza mi ha fatto conoscere realtà e prospettive diverse dalle mie, e ora desidero ritornare lì e costruire la mia carriera in questo Paese ricco di opportunità lavorative.

Quindi ti ha cambiato molto quest’esperienza? E perché?
Sì, assolutamente sì. Mi ha arricchita molto quest’esperienza perché mi sono trovata a dovermi confrontare con persone che hanno un background diverso dal mio, perché vivere esperienze simili ti cambia anche se tu non lo vuoi. Sono esperienze forti e uniche, e nel mio caso ha influito positivamente sui miei futuri programmi. Sono veramente soddisfatta di ciò che ho vissuto in Cina e non vedo l’ora di tornarci!

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