• A soli 5 euro abbonati per 1 anno a Caboto per scaricare ogni mercoledì il PDF con tanti annunci di lavoro dall'Estero

Emirati Arabi: sul Golfo la Mecca del lavoro

Scritto da Redazione on . Postato in Guide

emiratiarabi

Nella classifica dei PIL più alti del mondo tengono la sesta posizione; non esistono le tasse sul reddito, mentre la previsione di crescita del PIL nel il 2013 è del 4%. Ancora: rappresentano la seconda potenza economica del mondo arabo dopo l’Arabia Saudita e detengono una ricchezza di materie prime inestimabile, che permette loro di essere il quinto produttore al mondo di petrolio e gas naturale.
Sono davvero un paese di record gli Emirati Arabi, e lo sanno bene i tanti italiani che già vivono là, attratti da un mercato del lavoro florido, da stipendi più alti, da benefit inimmaginabili in Italia e in generale da prospettive di vita cosmopolita e agiata che in patria non potevano avere.
Ma non è tutto oro quello che luccica, o meglio è bene capire – prima di partire – dove sia l’oro e dove invece non c’è alcuna probabilità di trovarlo.
Con il tasso migratorio più alto del mondo, gli Emirati Arabi Uniti (UAE) sono un paese demograficamente assai “squilibrato” e il mercato del lavoro non può che riflettere questo squilibrio con le sue enormi disparità a base etnica. Su una popolazione di circa 5 milioni di persone, gli emiratini sono meno del 20%, il resto sono immigrati. Il 50% circa della popolazione immigrata è rappresentato dagli indiani; ma la Federazione rappresenta un polo di attrazione anche per iraniani, filippini, cingalesi, palestinesi, egiziani, sudanesi, somali e marocchini. In base ad una legge non scritta ma non per questo meno ferrea, a loro spetta la totalità dei lavori di livello medio e basso, che vengono retribuiti con salari miseri (anche intorno ai 300 euro), spesso appena sufficienti a pagare l’affitto di un letto in una casa con dieci persone. Anche profili di livello medio come per esempio quello della segretaria senza esperienza o particolari requisiti, soffrono di stipendi molto bassi, intorno ai mille euro, sono insufficienti a garantire un livello di vita decente in un paese dove la vita costa estremamente cara, almeno nelle grandi città.
Senza contare che certe posizioni lavorative sono riservate ai cittadini degli UAE, che godono anche di un trattamento generale molto più favorevole dei cittadini stranieri, a partire da stipendi sensibilmente più alti.
Insomma, per un italiano che vuole trasferirsi e lavorare negli Emirati Arabi, trovare un lavoro “qualsiasi” (il cameriere, o il tassista, o un lavoro da operaio generico) non è possibile, specie nella capitale Abu Dhabi. E questo perché alcuni lavori, come si è detto, sono appannaggio esclusivo di certe nazionalità e verrebbe considerato vergognoso per un italiano svolgere certe mansioni.
Chi non possiede una professionalità molto specializzata o a bassa qualifica non prenda in considerazione l’idea di trasferirsi qui: andrebbe incontro a cocenti delusioni e probabilmente non troverebbe nulla di meglio di quello che ha lasciato.

Profili ricercati
Ma quindi quali sono i profili che al contrario garantiscono un futuro lavorativo nel paese arabo? Innanzitutto tutti i profili ingegneristici, con particolare riguardo per quelli del ramo edile-civile e petrolifero. Molto buone sono però anche le opportunità nell’ambito IT, Sales e finanziario. Una menzione a parte va fatta a tutti i mestieri in cui è forte l’impronta italiana: cuochi, profili della moda, figure di hotellerie, alto artigianato. Insomma, per i lavoratori qualificati, soprattutto nell’ambito dei servizi, gli Emirati Arabi possono essere il posto ideale. La “torta” è così ghiotta che c’è già chi pensa di stabilire dei “ponti” stabili per il lavoro. L’Università Ca’ Foscari di Venezia aprirà il prossimo autunno a Sharjah, negli uffici della Camera di Commercio Italiana negli UAE, uno sportello placement a vantaggio degli studenti dell’ateneo in cerca di opportunità di lavoro internazionali.
A tutti è indispensabile la buona conoscenza dell’inglese, mentre l’arabo rappresenta un plus interessante, molto utile soprattutto per l’inserimento nella società emiratina.
Una considerazione importante: diversamente da altri paesi meta di emigrazione, negli Emirati Arabi non si va se non si è già trovato un lavoro o un tirocinio. In questo caso sarà l’azienda stessa a fare da sponsor e ad occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie per ottenere il visto di residenza (che è appunto legato al contratto di lavoro). Inoltre, dato l’elevato costo della vita, occorrerebbero cifre molto alte per mantenersi nel Paese in attesa di trovare un’occupazione. I contratti di lavoro comprendono tra i benefits più comuni l’affitto della casa, l’assicurazione sanitaria, le spese per la scuola o l’asilo dei figli, l’auto privata: tutte spese che non ricadono sul lavoratore, ma che al contrario diventerebbero insostenibili se uno dovesse affrontarle interamente da solo. Per fare solo un paio di esempi che rendano l’idea, la retta annuale dell’asilo può arrivare a 8mila euro e quella della scuola superiore anche 16mila euro.

Condizioni di lavoro
La settimana lavorativa tende a variare dalle 40 alle 28 ore di lavoro e la distribuzione dell’orario nella giornata è simile a quello occidentale: si va in genere dalle 8,30 o 9,00 del mattino alle 17,30 o 18 del pomeriggio. Il giorno di riposo è, secondo la religione musulmana, il venerdì, mentre il secondo giorno di riposo è sempre più spesso il sabato invece del più tradizionale giovedì, almeno nelle aziende private. Durante il mese di Ramadan gli orari di lavoro subiscono delle modifiche; in alcuni casi vengono ridotti a sei ore giornaliere, ma tutto dipende dall’azienda e dal settore economico in cui si muove.
Infine negli Emirati Arabi non sono previste tasse; questo significa che lo stipendio e qualsiasi altra forma di reddito non sono soggetti a prelievi fiscali di alcun tipo e sono dunque da considerarsi al netto.

Sanità, pensione, disoccupazione
Per quanto riguarda le prestazioni sociali, dal momento che tutto il sistema sanitario è privato, occorre provvedere da soli ad accendere un’assicurazione sanitaria per non dover essere costretti, in cado di ricoveri o di prestazioni specialistiche, a pagare somme enormi. Come abbiamo detto però, in moltissimi casi l’onere della copertura sanitaria lo assume il datore di lavoro, che lo fornisce come benefit in aggiunta allo stipendio. Tra i benefit possono essere compresi anche i contributi pensionistici, che vengono versati nei paesi d’origine. In caso contrario occorre rivolgersi al settore privato anche in questo caso; le alternative sono due: o si paga una somma forfettaria oppure si opta per il pagamento di regolari contributi.
Infine, al lavoratore assunto viene riconosciuta anche un’indennità di fine rapporto di lavoro, calcolata percentualmente sullo stipendio.
Nessuna speranza invece di avere accesso all’indennità di disoccupazione, un privilegio riservato si soli cittadini degli Emirati.

Donne al lavoro
Le offerte di lavoro sono in genere aperte ad entrambi i sessi e le donne vengono trattate con rispetto. Non bisogna però sottovalutare il fatto che ci si trova in un paese di cultura islamica e che occorre rispettare i canoni di estetica e di moralità della cultura dominante, come le stesse autorità invitano a fare con precise indicazioni sul Respectful clothing. Quindi no ad un abbigliamento provocante o ad atteggiamenti troppo cordiali o camerateschi con uomini arabi per non incorrere in situazioni spiacevoli.

Si inizia da qui
I principali siti Internet per cercare lavoro negli Emirati Arabi
jobs.trovit.ae
www.dubaicityinfo.com/jobs
www.dubai-bb.com
www.gulf.jobistan.co
www.uaedubaijobs.com
www.dubaijobs.net
www.aarknet.org
www.careerjet.ae
abudhabi.dubizzle.com/jobs
abudhabicity.olx.ae
gnads4u.com/home/jobs
www.lavoroadubai.it

Stage
nuke.firststep.it
FirstStep e’ un’associazione senza fini di lucro nata con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti per aiutare neolaureati italiani ad avere la propria prima occasione sul mercato del lavoro attraverso una internship da effettuare presso un’impresa o istituzione negli EAU.

Tags:

Trackback dal tuo sito.

Lascia il tuo commento