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Studiare all’estero: come farlo “low cost”

Scritto da Loredana Toso on . Postato in Formazione

studenti

Secondo un recente studio di HSBC, dal 1980 ad oggi è triplicato il numero di universitari che studiano in un paese diverso da quello di origine. Ad oggi si contano tre milioni di persone che studiano all’estero concentrate principalmente negli Stati Uniti e nel Regno Unito, che accolgono il 30% della popolazione studentesca internazionale mondiale.
Se dunque studiare all’estero sembra sempre più comune, quando le risorse economiche scarseggiano occorre valutare con attenzione alcuni fattori-chiave.

Una strategia d’attacco
La raccomandazione principale è quella di dedicarsi a questo progetto con largo anticipo, perché la ricerca di informazioni, la preparazione e le domande di ammissione richiedono tempi lunghi. Inoltre è bene focalizzarsi sui paesi dei quali si conosce la lingua, in modo da poter essere presi in considerazioni per borse di studio, solitamente assegnate sulla base di merito e/o del reddito.
E’ poi fondamentale informarsi sul costo di vita nella destinazione prescelta. Una recente indagine ha elaborato la seguente classifica delle nazioni in base al costo totale (tasse universitarie + costo della vita) per un anno di studi: 1) Australia $38.516; 2) Stati Uniti $35.705; 3) Regno Unito $30.325; 4) Emirati Arabi Uniti $27.375; 5) Canada $26.011; 6) Singapore $24.248; 7) Hong Kong $22.443; 8) Giappone $19.164; 9) Russia $9.441; 10) Cina $8.766; 11) Taiwan $8.257; 12) Spagna $7.006; 13) Germania $6.285.

Le possibilità di finanziamento
Fortunatamente esistono diverse opportunità per finanziamenti e supporti economici per la propria permanenza all’estero. La prima indicazione è quella di informarsi presso il proprio istituto di appartenenza sulla possibilità di partecipare a programmi di scambio o permanenza all’estero partecipando a selezioni interne, poiché tutto il processo di ricerca è notevolmente semplificato.
La seconda è quella di contattare direttamente i college/università/High Schools di interesse per conoscere eventuali borse di studio, programmi di accesso agevolato al credito, possibilità di coniugare studio e lavoro per sostenersi una volta in loco.
In terza battuta è bene impostare una ricerca strutturata finalizzata ad individuare tutte le borse di studio, i prestiti, gli assegni di ricerca previsti da fondazioni, enti pubblici e privati, banche, istituzioni culturali, associazioni e persino dai vip che soddisfino le nostre esigenze.
Ne esistono molte in Italia e all’estero e possono offrire opportunità interessanti, cito di seguito alcuni casi a titolo esemplificativo.
La Fondazione Banca del Monte di Lombardia ogni anno offre a professionisti 18 ai 35enni domiciliati, residenti o lavoratori in Lombardia la possibilità di studiare o lavorare in un qualsiasi paese estero a spese della fondazione, per un massimo di 6 mesi. La Fondazione Unicredit & Universities eroga ogni anno borse di studio e di ricerca per promuovere la specializzazione all’estero dei migliori studenti europei nei campi delle scienze economiche, bancarie e finanziarie.
L’iniziativa Diamogli Futuro consente ai giovani meritevoli, ma privi dei mezzi finanziari sufficienti, di intraprendere un percorso di studi o completare la propria formazione grazie a un prestito garantito dallo Stato.
Esistono poi le famose borse di studio offerte dal Ministero degli Esteri e molti altri enti. E’ sufficiente ricercarli, attraverso il web.
Vi sono poi diversi Programmi Europei/Internazionali consentono di effettuare esperienze all’estero, sia per studio che per partecipare a scambi, a programmi di volontariato e lavoro. Cito in particolare i programmi LongLife Learning, Youth in Action, Eurodysee.

Un consiglio finale
Un buon suggerimento è quello di partire dai propri contatti e lavorare per costruirsi un network cui fare riferimento sia per la scelta della destinazione, che per il proprio sostentamento, una volta in loco.
Un’ottima notizia è che le iniziative di mobilità transnazionale per studio saranno una priorità del nuovo settennio di programmazione europea 2014-2020, pertanto tenete sott’occhio i nuovi programmi, in particolare Erasmus Plus.

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