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Svizzera: tra i monti un’oasi di lavoro

Scritto da Redazione on . Postato in Guide

svizzera

Cadere negli stereotipi è molto facile, ma sono tanti i motivi che fanno della Svizzera un piccolo paradiso del lavoro. Stipendi alti, ottimo tenore di vita, ambiente internazionale, e soprattutto un mercato del lavoro con indici sempre positivi stanno mettendo la Confederazione Elvetica in cima alla lista delle mete agognate dagli italiani. La vicinanza geografica e la possibilità di parlare in italiano sono, ovviamente, un plus non da poco.

Soggiornare in Svizzera
Gli italiani, in quanto cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea, hanno il diritto di soggiornare in Svizzera e di esercitarvi un’attività lavorativa dipendente per tre mesi senza bisogno di alcun permesso, ma solo notificandosi alle autorità competenti.
Per permanenze superiori a tre mesi è invece necessario notificarsi presso il Comune di residenza e chiedere un permesso di soggiorno presentando carta d’identità, contratto di lavoro, copia del contratto di affitto dell’abitazione e foto formato passaporto.
Il permesso di soggiorno può essere di breve durata per soggiorni fino a 12 mesi (Permesso L CE/AELS), nel caso il contratto di lavoro non superi questo limite oppure in caso di ricerca del lavoro che si protrae oltre i tre mesi; oppure di dimora (Permesso B CE/AELS). Quest’ultimo viene rilasciato in caso di contratto di lavoro che superi i 12 mesi e anche a tempo indeterminato. Il permesso di dimora vale cinque anni e può essere prorogato senza particolari formalità per altri cinque anni.
Dopo cinque anni di soggiorno regolare e ininterrotto in Svizzera, i cittadini della UE-17 (Belgio, Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Svezia, Spagna, Regno Unito, Cipro e Malta) ottengono il permesso di domicilio (Permesso C CE/AELS) di validità illimitata.
Per quanto riguarda invece i lavoratori indipendenti, hanno bisogno di un permesso di soggiorno in qualità di indipendente. Se sono in grado di dimostrare che la loro attività garantisce un reddito adeguato al mantenimento ricevono un permesso di dimora valido cinque anni.
Il rilascio dei permessi compete ai Cantoni.

Ricongiungimento familiare
Quando un lavoratore ottiene un permesso di soggiorno, anche il coniuge e i figli fino a 21 anni di età ne ottengono uno analogo se per la famiglia è disponibile un alloggio confacente. I familiari di un cittadino UE/AELS che soggiorna in Svizzera che esercita un’attività indipendente o che non esercita un’attività possono invece ottenere il permesso nell’ambito del ricongiungimento familiare solo in presenza di mezzi finanziari sufficienti.

Cercare lavoro
In Svizzera i mezzi per cercare attivamente un lavoro non mancano. Sostenuta da un mercato occupazionale che resta affamato di personale specializzato anche oggi, nel pieno della crisi economica mondiale, l’offerta di informazione sul lavoro si avvale di moltissimi mezzi.
Ma occorre rassegnarsi: la maggior parte dei posti vacanti non viene pubblicata né sui giornali né su Internet, e questo è un aspetto che avvicina la Svizzera al mercato del lavoro italiano. Ecco perché non si può prescindere dal rivolgersi direttamente alle imprese del settore di proprio interesse, magari cercandole sui siti delle numerose associazioni di categoria. Molti posti vengono inoltre occupati su raccomandazione verbale: chi ha contatti personali o professionali nel paese, quindi, non esiti a farli valere.

Candidarsi ad un posto di lavoro
Moltissimi datori di lavoro chiedono all’aspirante lavoratore un fascicolo di candidatura; con questa espressione si indica una serie di documenti che comprende:
– la lettera di candidatura (non più lunga di una pagina; evidenzia l’interesse per la posizione con argomenti informativi e convincenti, mettendo in luce qualità e aspettative del candidato. Ha un tocco personale)
– il curriculum vitae (non più di due pagine, in cui sono elencati in forma sintetica i dati personali, la formazione, la pratica professionale, le conoscenze linguistiche e informatiche, particolari attitudini e interessi personali)
– copia di tutti i certificati di lavoro e i titoli di formazione
Perché possa veramente colpire chi lo esamina, il fascicolo deve essere sintetico, ben argomentato, curato nella presentazione.
Anche il colloquio di lavoro è un momento da preparare con cura. E’ necessario arrivare esercitati, con molta chiarezza circa i propri punti deboli e punti di forza, con argomenti precisi riguardo alle proprie competenze sociali e relazionali e alle proprie attitudini personali. Fondamentale inoltre conoscere molto bene l’azienda, le sue attività e il segmento di mercato che occupa, oltre agli stipendi medi per la posizione alla quale ci si sta candidando. Per quest’ultimo punto ci si può rivolgere ai sindacati di categoria.

Stipendi
Nella maggior parte dei casi i salari sono negoziabili e tocca al lavoratore assicurarsi di ricevere uno stipendio adeguato alle proprie qualifiche; ecco perché è importante arrivare al colloquio di lavoro con molta chiarezza su questo punto. In Svizzera comunque vige ancora il principio dell’anzianità nell’assegnazione degli stipendi, quindi è difficile che i lavoratori più giovani riescano ad ottenere stipendi molto alti, a prescindere dalle qualifiche.
Quanto all’entità dei salari, ogni settore lavorativo prevede un salario minimo, che viene rivisto generalmente una volta l’anno, in novembre o dicembre. Le indicazioni dei livelli salariali sono contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl).
Due le precisazioni importanti da fare: i salari nella maggior parte dei casi vengono versati su un conto, cosa che quindi rende necessario disporre di un conto bancario o postale in Svizzera. Inoltre l’entità del salario si deve intendere lorda. All’ammontare lordo del salario andranno dedotti i contributi sociali, e nello specifico:
– assicurazioni per la vecchiaia e i superstiti (AVS); per l’invalidità (AI); per perdita di guadagno (APG), per un totale del 5,05%
– assicurazione contro la disoccupazione (AD): circa l’1%
– previdenza professionale (LPP): il 7,5% circa (ma la quota varia in ragione dell’assicurazione e dell’età della persona)
– assicurazione contro gli infortuni non professionali (AINP): varia tra lo 0,7 e il 3,4% del salario lordo a seconda del settore
In totale, sul lordo dello stipendio previsto dal contratto va sottratta una quota compresa tra 14 e 17% all’incirca, che viene divisa in parti uguali tra il lavoratore e il datore di lavoro.

Altre prestazioni sociali: malattia e maternità
L’assicurazione contro le malattie in Svizzera non fa parte delle deduzioni sociali; è un’assicurazione obbligatoria per tutti e il premio individuale non dipende dal reddito ma varia in base a diversi fattori (luogo di residenza, assicurazione scelta, tipo di copertura). L’assicurazione contro le malattie copre i casi di malattia (visite ambulatoriali, cure ospedaliere, medicine), maternità e infortuni non coperti dall’AINP.
L’indennità di maternità viene corrisposta a donne assicurate che nei nove mesi antecedenti il parto hanno lavorato per almeno 5 mesi. Ammonta all’80% dell’ultimo salario percepito e viene versata per un periodo di 14 settimane dopo il parto.

Disoccupazione
L’Assicurazione di disoccupazione (AD) che viene prelevata sul lordo dello stipendio dà diritto al lavoratore di ricevere un’indennità del 70% del guadagno medio degli ultimi sei mesi in caso di perdita del lavoro. Ma solo se la persona è residente in Svizzera, possiede un permesso di lavoro, ha lavorato almeno 12 mesi negli ultimi due anni e se si registra presso l’Ufficio Regionale di Collocamento (URC) pur continuando ad operare autonomamente per la ricerca di un nuovo lavoro. L’accordo di libera circolazione delle persone sancisce che è possibile computare – per maturare il diritto all’indennità di disoccupazione – anche i periodi di contribuzione effettuati in uno Stato membro dell’UE/AELS.
Per poter richiedere il versamento dell’indennità occorre presentarsi al proprio Comune di residenza o all’URC competente non più tardi del primo giorno di disoccupazione.

Trasferirsi in Svizzera
Entro 8 giorni dall’ingresso sul suolo svizzero, e prima di iniziare a lavorare, è necessario notificarsi presso il Comune in cui si stabilirà la residenza. Se si portano con sé suppellettili domestiche, veicoli o animali questi vanno registrati sul modulo 18.44 (in doppia copia) scaricabile sul sito www.ezv.admin.ch e presentato alle autorità doganali. Quanto all’auto, nei primi 12 mesi di residenza non c’è bisogno di alcuna formalità. Sarà sufficiente tenere con sé la propria patente di guida. Trascorso questo termine, invece, diventa obbligatorio chiedere la sostituzione della patente straniera con una svizzera.
Gli animali domestici possono entrare in Svizzera solo se sono vaccinati contro la rabbia, “microchippati” o provvisti di tatuaggio.
Al massimo tre mesi dopo avere preso la residenza in Svizzera è necessario stipulare l’assicurazione malattia obbligatoria per adulti e bambini.

Documenti indispensabili
Prima di partire è assolutamente d’obbligo – per non trovarsi in difficoltà una volta insediati – verificare di avere con sé i documenti indispensabili alla vita e al lavoro in Svizzera, che sono almeno: carta d’identità o passaporto, patente, diplomi di istruzione, certificati di lavoro, curriculum vitae e un buon numero di foto formato passaporto.

Prima di partire
Chi ha la fortuna di poter pianificare il viaggio con molto anticipo può mettere in conto che un buon corso di lingua (quella parlata nell’area di destinazione, che non sia l’italiano) è il migliore investimento per la propria futura integrazione. Se l’inglese è utilizzato in alcuni settori lavorativi come quello finanziario e della ricerca, la conoscenza della lingua locale non può però essere trascurata.

Informazioni
www.ch.ch
Per accedere ai siti dei singoli Cantoni e scaricare i moduli per la richiesta di permessi
Info su visti, mercato del lavoro, entrata persone in Svizzera
Ufficio federale della migrazione – Berna
Tel. +41 31 325 11 11
lunedì-venerdì dalle ore 9 alle 11 e dalle 14 alle 16
Info generali sull’ammissione al mercato del lavoro di cittadini UE
Tel. +41 31 325 88 40

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