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Costa Rica: la sostenibile leggerezza del Caribe

Scritto da Redazione on . Postato in Vita da expat

costarica

Architetto per trent’anni in Italia e all’estero e oggi titolare di una piccola impresa di ospitalità grazie a quattro case in legno costruite in un angolo di foresta tropicale a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Playa Negra, sulla costa caraibica, poco distante dalla magica località di Puerto Viejo de Talamanca. La parabola di Alfredo è tutta qui. In mezzo un appassionato amore per l’ambiente naturale e la ricerca di una maggiore semplicità, un percorso di avvicinamento in punta di piedi verso il cuore più segreto di questo paese di cui tanto si dice e poco si sa.
“Vivo in questo luogo di pace e silenzio tutto l’anno ed amo condividere coi miei ospiti la sua bellezza” racconta Alfredo nel suo blog, frequentatissimo luogo di incontro di italiani che sognano il Costa Rica, o che hanno già realizzato il proprio sogno.
Caboto lo ha intervistato. Ecco cosa ci ha raccontato.

Che cosa ti ha portato in Costa Rica e come sei arrivato a fare quello che fai oggi?
Sono arrivato in Costa Rica alcuni anni fa per la prima volta. Ero attratto, come tanti, dalla sua improvvisa fama di paese dotato di una natura rigogliosa e attento alla conservazione dell’ambiente e, su questa base, anche dalle tante ragioni che ne farebbero, secondo autorevoli ricerche, “il paese più felice del mondo”.
Diffido sempre di questo genere di sentenze ma volevo comprendere se in questo paese fosse possibile una vita non governata così pesantemente come in Italia dalle bizzarrie dell’Euro e dalle decisioni del potere economico che propaga paura attraverso oscuri presagi e sigle incomprensibili come il PIL, lo spread, gli indici di Borsa…
Avrei potuto qui rendere la mia vita un poco più serena ed ecosostenibile? Come si vive in un paese che per decenni ha fatto silenziosamente della tutela delle risorse naturali la propria bandiera e nel quale gli abitanti si dichiarano orgogliosi di essere costaricensi ? Che significa davvero “Pura Vida“?
Volevo fare esperienza di questo paese direttamente, senza intermediari e alla larga dai consigli che tutti gli italiani qui amano dispensare a piene mani. Su Internet non avevo trovato informazioni decenti.
Intrapresi il viaggio cercando di comprendere se questo paese avrebbe potuto davvero dare ulteriore slancio a quel mio desiderio di reale cambiamento, allora molto intenso.
Ero e resto una persona curiosa, mi piace mettere il naso e tuffarmi direttamente nelle cose. Così, seguendo l’istinto, senza aspettative e paure, ho intrapreso questa avventura.
Ho percorso le strade della Costa Rica in lungo e in largo, ho visitato parchi e aree protette ma anche zone sperdute del paese alla larga dal turismo massificato. Ascoltando la gente ho appreso la lingua e iniziato lentamente a entrare in contatto col paese reale.
Un giorno infine, abbastanza inaspettatamente, ho trovato un angolo adatto a me. L’ho riconosciuto in Puerto Viejo de Talamanca, un modesto villaggio di origini afrogiamaicane adagiato lungo la splendida costa Caraibica, molto lontano dalla capitale. Un luogo nel quale, pur tra mille contraddizioni, puoi ancora chiacchierare con uno sconosciuto, apprezzare la natura in tutta la sua maestosità, vivere bene solo con ciò che è indispensabile. Il Caribe è un luogo “vero”, dove la speculazione edilizia non ha facile accesso e la natura è vitalissima, dove convivono persone di oltre quaranta nazionalità diverse e le giornate sono scandite da sole e pioggia che si alternano senza regole.
Dicono sia un posto pericoloso. Io credo che col buon senso ci si integra e si vive benissimo.
Dopo aver deciso di trasferirmi ho comprato un pezzo di terra vicino al mare e sto realizzando, non terminerà mai, un magnifico giardino tropicale dove ho costruito piccole case in legno che interpretano le idee e le suggestioni di questo particolare modo di costruire dei caraibi.
Le mie case ai caraibi sono molto semplici e adatte a chi vuole davvero vivere a contatto con la realtà di questa parte del paese. E’ lì che con la mia compagna continuiamo a realizzare con un entusiasmo che si rinnova ogni giorno El Jardin de Playa Negra, il nostro sogno.

Il “tuo” Costa Rica, quello che hai conosciuto negli anni, corrisponde all’immagine che ne avevi prima? E all’immagine che i giornali e i media diffondono? In altre parole, ci sono dei miti da sfatare?
Il segreto sta nel non crearsi immagini o illusioni. I media fanno il loro mestiere, chi bene e chi no. Ma la verità è sempre un patrimonio del singolo che riesce a stare fuori dalle masse e dai condizionamenti e fare esperienza diretta delle cose.
Spesso invece ci si attacca all’immaginario collettivo, a un informe distillato di luoghi comuni nel vano tentativo di avere un sostegno, di alleggerire la paura del nuovo e del diverso e di aggrapparsi a certezze che non potranno mai esistere.
Dico sempre a tutti di provare a viaggiare senza aspettative. Di sforzarsi di comprendere le cose così come sono, nel bene e nel male. Se possibile senza giudicare nulla guardando al tutto con occhi nuovi e quindi togliendo gli occhiali deformanti delle esperienza passate e delle idee precostituite.
Ho costruito il blog Italiani in Costa Rica con questa idea, che la gente avesse solo bisogno di informazioni il più possibile aderenti alla realtà ma nessun bisogno di consigli. E infatti cerco di non darne mai, perché ciascuno deve essere libero di scegliere, sperimentare e semmai sbagliare.
Io stesso quando avevo qualche dubbio su questioni pratiche mi rendevo conto che su Internet si propagavano (e si leggono ancora) pseudonotizie dal malcelato sottofondo commerciale o peggio, sostenute dal tam tam del “sentito dire” e dalla ignoranza assoluta. Oggi col mio blog, che ha una media di ottocento visite al giorno e mi dà un gran lavoro, le informazioni sul paese sono alla portata di tutti.
Miti da sfatare ce ne sono molti.
Il Paese si trova ad un bivio tra le spinte verso la tutela del suo patrimonio naturale, che sono state per sessanta anni incredibilmente efficaci e quelle della speculazione edilizia sempre in agguato. Un paese che vorrebbe per un verso mantenere alti standard di protezione sociale ma spesso soggiace alle crescenti pressioni dei grandi paesi con ambizioni colonizzatrici, Stati Uniti e Cina in testa, che iniettano liquidità con la contropartita di un conto sempre più salato. Un paese dove il costo della vita, già il più elevato dell’America Latina, aumenta senza soste e con esso gli indici di povertà. Un paese dove il consumo di droghe cresce e con esso la criminalità, quella cosiddetta “comune”, nonostante i notevoli sforzi del Governo per combatterla. Un paese che non vuole rinunciare alla qualità del proprio sistema sanitario e formativo, da sempre il proprio fiore all’occhiello, ma che esige modesti tributi dai cittadini, professionisti ed imprese. Un paese che soffre dei cambiamenti climatici in atto e che dovrà avviare rigorose e dolorose politiche di approvvigionamento energetico per sopravvivere. Un paese in cui la gente ha sempre tempo, è gentile, ti saluta e sorride e se può ti aiuta ma che spesso non è capace di dire un sincero “no” complicando la comunicazione con chi, come noi, tende a dire in modo più diretto quello che pensa.

Come valuti la tua esperienza di imprenditore nel paese?
Non mi sento un imprenditore. Ho fatto un investimento relativamente modesto comprando un pezzo di terra e costruendo queste case per affittarle ai turisti ed arrotondare la mia pensione. Prima di decidere ho studiato il luogo, ho cercato di coglierne le suggestioni, le consuetudini, le competenze delle persone.
Ho sempre creduto che i sogni per realizzarsi hanno bisogno di uomini che guardano lontano con entusiasmo ma che abbiano anche i piedi ben radicati in terra.
Il vero investimento l’ho fatto sulla mia qualità di vita.
Sul piano pratico posso dire che i permessi per costruire sono arrivati in due settimane. Le imprese ed i professionisti che ho incontrato non sono migliori o peggiori di quelli che ho conosciuto in Italia in trent’anni di professione come architetto. Ho collaborato con loro, ho cercato di spiegare il mio punto di vista e comprendere il loro e i risultati sono stati apprezzabili. Occorre umiltà, rispetto e comprensione e chi non ne è dotato è destinato a soffrire trovandosi ben presto “gentilmente emarginato”.
Conosco molti italiani che vivono anche qui in condizioni di stress perché non hanno compreso dove sono, non accettano le condizioni del luogo, vogliono dipendenti efficienti, vogliono arricchirsi. Insomma continuano a vivere nelle condizioni in cui si trovavano prima di trasferirsi pensando che il solo stare in luogo esotico “del terzo mondo” potesse risolvere i loro problemi.

Secondo te ci sono trappole che si potrebbero evitare?
Sarebbero tante ma posso provare a dire i più comuni secondo la mia esperienza.
Le aspettative. Al primo posto direi di non crearsi false aspettative su quello che ci si può attendere e fare esperienza del paese per qualche mese prima di prendere decisioni affrettate e sulla spinta di facili quanto effimeri entusiasmi. Per vivere bene in costa Rica è necessario coltivare un buon senso dell’umorismo, vivere con leggerezza e non prendere mai nulla troppo seriamente. Qui davvero non è possibile!
La presunzione. Subito dopo voglio mettere in guardia dalla presunzione di credere che quanto funziona in Italia vada bene anche qui. Per adattarsi ad una realtà molto differente è inutile e frustrante cercare di imporre il “modo italiano” di fare le cose. Inoltre solo perché incontri un italiano non è opportune pensare che sia una persona di cui fidarsi ciecamente. Non esiste alcuna garanzia  che sia così. Ed inoltre credo sia vana la pretesa di insegnare qualcosa ai costaricensi, non ne hanno affatto bisogno. E’ un ottimo sistema solo per farsi isolare, visto che peraltro conoscono bene i nostri “vizi nazionali”. E’ meglio insomma dimenticarsi della grande e ricca (?) Italia perché ai costaricensi non interessa affatto. Vivono felici nel loro paese e se siamo qui è probabile che stiamo cercando quello che hanno da offrire.
Violare la legge. Molti cercano scorciatoie illegali per risolvere i loro problemi pensando che in un paese in via di sviluppo questo venga tollerato. Non è così e prima o poi si finisce col pagarne le conseguenze. Riguardo le norme sul traffico e la residenza, ad esempio, le forze dell’ordine gli ufficiali della migrazione hanno pochissima tolleranza.
Investimenti poco oculati. Occorre fare molta attenzione ai cattivi investimenti: è più facile che questo accada più di quanto possa apparire. Comprare beni immobili è semplicissimo ed esiste una infinita serie di opportunità, ma metterli a reddito oppure venderli non è altrettanto semplice. Se non ci si vuole complicare la vita e si hanno delle alternative è meglio non entrare in affari. La maggior parte delle persone del resto si trasferisce qui dicendo di volere semplificare la propria esistenza. Non va dimenticato che c’è una burocrazia spesso lenta ed inefficiente, la produttività dei dipendenti è bassa e il lavoro non è fortunatamente il primo obiettivo dei costaricensi. Chi intenda fare impresa qui non deve aspettarsi di arricchirsi:  è possibile ma altamente improbabile. D’altra parte gli investitori stranieri, piccoli e grandi sono qui i benvenuti e la legislazione costaricense li tutela in modo rigoroso.
Essere disinformati. E’ buona norma tenersi sempre molto aggiornati. Le informazioni più attendibili sull’argomento si trovano nella cronaca locale dei quotidiani e su Internet. Qualcosa accade sempre agli stranieri che si trasferiscono qui ed è bene saperlo. É meglio non fidarsi di quello che raccontano i cosiddetti esperti trasferiti in Costa Rica da poco perché occorrono anni, molti anni, per avere un’esperienza sufficiente del paese. E’ decisamente importante avere un avvocato bilingue e che abbia ottime referenze; improvvisare come usano fare molti italiani, o fidarsi di un professionista poco conosciuto, può essere davvero rischioso.
La lingua. Per vivere bene in Costa Rica occorre raggiungere un livello di conoscenza dello spagnolo che vada oltre quello della sopravvivenza. La lingua parlata qui ha del resto una struttura molto semplice e con un po’ di buona volontà è di facile comprensione ed apprendimento. Conosco tuttavia molti italiani che dopo tanti anni di permanenza masticano ancora a malapena una ventina di parole.
Isolarsi. E’ utile viaggiare per tutto il paese: anche se è piccolo offre infinite bellissime differenze in ogni suo angolo. E’ importante fare lo sforzo di unirsi il più possibile alla gente del posto. La parte più significativa del vivere qui è quella di godere della gente e della loro cultura. Spesso gli italiani tendono ad isolarsi all’interno dei numerosi gruppi di connazionali. Stare con la gente del posto è peraltro un ottimo metodo per approfondire la conoscenza della lingua e col tempo crearsi una rete di amici che può essere di grande aiuto nei momenti difficili. Creare buone amicizia in Costa Rica è molto facile per l’amabilità e gentilezza di gran parte della popolazione.

Nel tuo blog metti in guardia da semplificazioni del tipo: “In Costa Rica si vive benissimo con 500 dollari al mese”. Perché?
Perché chiunque si fermi qui qualche settimana si rende conto che è assolutamente falso. Si può vivere con molto meno che in Italia, questo è certo, ma credo che vadano messi in conto almeno mille, meglio milleduecento dollari per una coppia. Occorre organizzarsi come fanno i costaricensi che vivono in effetti con uno stipendio medio di cinque o seicento dollari. Allora ci si dovrà accontentare di una casa in affitto con standard ben lontani da quelli italiani, mangiare il più possibile cibo locale ed evitare i market per turisti, comprare una vettura usata, ecc… Chi volesse mantenere gli standard italiani si vedrebbe costretto a spendere più che in Italia dato l’alto costo dei beni di lusso, quelli che per noi sono invece beni di uso quotidiano.

Gli italiani che conosci e che che vivono nel paese, quali attività svolgono perlopiù?
Prevale nettamente la struttura dell’impresa familiare anche se non mancano le grandi aziende che hanno qui succursali o operano nel vivace settore dell’import-export. Il turismo è di certo uno dei segmenti trainanti per l’economia del paese e gli italiani eccellono nell’offerta di piccole strutture alberghiere e bed&breakfast, ristoranti, gastronomie, pizzerie, gelaterie e agenzie turistiche. La gestione e la qualità di queste piccole aziende è in genere buona, molto meno quando l’investimento presuppone la costruzione di immobili perché l’atavica “voglia di mattone“ spesso prende la mano e conduce alla realizzazione di strutture poco attente alla tutela del territorio. Ma questa è un’altra storia…

Alfredo sul web
www.casavacanzeincostarica.com
Case di legno in affitto immerse in un bosco di mandorli di mare, a trecento metri da Playa Negra. Tutti i contatti nel sito.

www.italiacostarica.com
Il Costa Rica spiegato agli italiani. Con consigli e notizie per il lavoro, la vita quotidiana, il turismo, la burocrazia e ovviamente molto, molto altro.

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La pagina Facebook di Italiani in Costa Rica.

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