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Servizi e miniere, l’oro dell’economia australiana

Scritto da Redazione on . Postato in Guide

australia

Quello appena trascorso ha rappresentato il ventunesimo anno consecutivo di crescita economica positiva per l’Australia. I numeri mostrano come la recente crisi globale non abbia intaccato la florida economia dell’isola, dove il tasso di disoccupazione si attesta sul 5,4%.
Anzi. Sono oltre 20 anni che l’Australia registra tassi di crescita economica sopra la media delle economie OCSE. In termini di Pil pro-capite, il paese si collocava nel 2012 al quinto posto al mondo dopo la Svizzera e prima degli Emirati Arabi. L’Australia è inoltre la quarta maggiore economia dell’area asiatica dopo Cina, Giappone e India.
Il Pil australiano è realizzato per oltre il 70% dal settore terziario (servizi), seguito da miniere (10%), edilizia (8%), settore manifatturiero (7,9%) e agricoltura (2,5%).
La solidità economica complessiva contribuisce infine a mantenere solida anche la leadership della moneta nazionale, che negli ultimi due anni ha segnato i suoi record storici di cambio sia nei confronti del dollaro USA che dell’euro.

Nord e Ovest alla riscossa
Uno sguardo più ravvicinato mostra che a vivere uno sviluppo eccezionale sono al momento gli Stati del Northern Territory e del Western Australia che, grazie agli ingenti progetti di investimento in campo minerario ed energetico, hanno registrato tassi di crescita annuali del Pil pari addirittura al 32,8% e al 14,2%. Molto forti anche le economie di New South Wales, Queensland, South Australia. Rallentano invece un po’ Victoria e Tasmania.

Miniere, petrolio ed energia
Un recente studio condotto da PricewaterhouseCoopers prevede che il settore dello sfruttamento minerario e della produzione dell’energia – sospinto dalle massicce esportazioni verso la Cina e le sue più forti economie – vivrà un picco nel fabbisogno di manodopera. Si stima che il settore impiegherà per allora circa 125mila persone.
Circa la metà della forza-lavoro impiegata nel settore minerario ed energetico in West Australia opera a Pilbara, mentre un altro corposo contingente lavora nell’area Goldfields/Esperance.
Periodicamente il Department of Education, Employment and Workplace Relations del Governo australiano elabora un rapporto sul mercato del lavoro in cui è possibile monitorare lo stato di vitalità del settore minerario (e di tutti i principali settori economici) dal punto di vista occupazionale.

Presenza italiana
In Australia sono presenti circa 150 aziende italiane radicate in forma stabile e diretta con impianti di produzione, filiali commerciali o uffici di rappresentanza. Una recente indagine della Commissione Europea indica in circa 20 mila unità i posti di lavori generati dalle aziende italiane presenti nel Paese.
Fra le maggiori società italiane presenti in Australia si segnalano (dati della Farnesina):
Luxottica, che gestisce la più importante catena di negozi per ottica australiana (OPSM);
Parmalat, che è il secondo operatore australiano nel mercato del latte fresco australiano;
Ferrero, che produce in Australia per la regione del Sud Est asiatico;
Eni, che una crescente presenza con attività di esplorazione e estrazione di gas naturale nel Northern Territory ed in Western Australia;
Ansaldo Sts, fornitore di sistemi per il segnalamento ferroviario sia al settore pubblico che alle maggiori società minerarie australiane;
Alenia Aermacchi, aggiudicatasi di recente una gara per la fornitura di 10 aerei da trasporto tattico C27J Spartan all’aeronautica australiana;
Iveco, produttore di camion in Victoria;
Tenova, fornitore di macchinari per l’industria mineraria;
Prysmian, fornitore di fibre ottiche per il Progetto della Rete Nazionale a banda larga;
Amplifon, che ha acquisito la società australiana leader nel settore dei sistemi uditivi (NHC);
Lottomatica, fornitore dei biglietti delle lotterie istantanee della Lotterywest (lotteria ufficiale dello stato della Western Australia);
Endemol/Mediaset, che ha acquisito nel 2009 il controllo della più grande casa di produzione televisiva australiana (Southern Star Group);
Gruppo Nuances, operatore di duty free shops nei maggiori aeroporti australiani;
Saipem e Nuovo Pignone, aggiudicatesi importanti contratti per forniture ed esecuzione lavori nel comparto energetico australiano;
Ghella, parte del consorzio che si è recentemente aggiudicato la gara per la realizzazione del collegamento autostradale Northern Link a Brisbane;
Rizzani De Eccher, parte del consorzio che si è aggiudicato i lavori per la costruzione di una superstrada sopraelevata ad Adelaide;
Impregilo e Salini, società di costruzioni ed ingegneria che hanno recentemente aperto uffici a Sydney e Brisbane.
In crescita è soprattutto la partecipazione delle imprese italiane nei progetti australiani di sviluppo dei comparti minerario, energetico e infrastrutture.
Chi cerca lavoro in Australia, pertanto, potrebbe iniziare considerando le opportunità offerte proprio dalle aziende italiane presenti stabilmente sull’isola.

Felicità “misurabile”
Il paese più felice del mondo? L’Australia, almeno secondo l’Ocse. Anche quest’anno infatti la terra dei canguri si è confermata per la terza volta consecutiva in testa alla classifica dei 36 paesi Better Life, stilata in base ad 11 criteri come la salute dei cittadini, l’impegno civico, le entrate medie per famiglia.
In Australia, rivela sempre l’Ocse, l’84% dei cittadini si dice soddisfatto della propria vita quotidiana: una percentuale superiore alla media dei paesi aderenti all’Organizzazione (80%) e lontana qualche anno luce da quella italiana (69%).

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