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Costa Rica: attenzione ai bidoni degli italiani

Scritto da Redazione on . Postato in Guide, Vita da expat

costarica

Il Gruppo Ianni e Battaglia (costruzioni, opere civili, fotovoltaico) opera in Costa Rica da oltre vent’anni. Forte di un’esperienza tanto profonda del paese, alcuni anni fa ha avviato Itaca, una società di consulenza per chi vuole investire nel paese. Abbiamo intervistato Fabrizio Ianni.

Com’è nata l’idea di occuparsi di consulenza per l’avvio di impresa in Costa Rica?
Siamo un’ impresa di costruzioni che negli anni ’90 ebbe l’idea di investire ed operare anche in Costa Rica. I primi tempi sono stati duri perché essere soli e doversi districare tra persone, leggi ed ambienti che non si conoscono è davvero difficile. Per questo abbiamo pensato di poter offrire quel servizio di consulenza che ai nostri tempi nessuno poteva sperare di avere specialmente se italiano e p.m.i. Ed ecco quindi la nascita di ITACA. Che oggi è una delle società del gruppo.

Perché investire in Costa Rica?
Perché le caratteristiche di questo paese in termini di vivacità, sviluppo, mentalità delle persone e vicinanza agli U.S.A. ne fanno un’area profittevole, sempre alla ricerca di nuovi investitori. Stabilità istituzionale, giustizia rapida ed efficiente e alto livello di istruzione della popolazione fanno il resto.

Quali sono i settori migliori in cui investire, secondo le diverse possibilità economiche?
Una delle cose che tipicamente chi ci contatta per avere informazioni sul Paese non sa o ignora è che il Costa Rica non è un paese in via di sviluppo ma è un paese già pienamente sviluppato. La convinzione però dell’italiano medio è il contrario. Questo porta a delle aspettative che vengono smentite subito e bruscamente come quelle di chi affronta un investimento nel Paese con lo stesso concetto con il quale lo affronterebbe in un paese dell’Africa Subsahariana, con prezzi bassissimi e budget di poche decine di migliaia di Euro. Per essere chiari, in Costa Rica con meno di 100.000 Euro si possono fare poche cose. Comunque i settori più profittevoli sono agricoltura, costruzioni e turismo.

Gli italiani che lei conosce, che hanno avviato attività in Costa Rica, di cosa si occupano prevalentemente?
Soprattutto di turismo, costruzioni e commercio.

Costituire una società in Costa Rica: quali sono i primi passi da fare?
Trovare un bravo notaio locale che possa subito illustrare tutte le possibile che la loro legislazione offre.

Di cosa occorre diffidare? In altre parole, ci sono dei “tranelli” sulla strada dell’aspirante imprenditore, magari un po’ sprovveduto?
Sono molti. Dispiace dirlo, ma bisogna diffidare innanzitutto dei nostri connazionali, spesso i veri tranelli li tirano loro. Bisogna andare con i piedi di piombo quando un italiano si avvicina ad offrirti il suo mirabolante asset, perchè in genere sono bidoni che loro hanno preso e vogliono rifilare agli altri. Facciamo avanti ed indietro dal Costa Rica da anni e lo spettacolo peggiore ce lo hanno sempre offerto gli italiani e non i costaricensi. Ma non bisogna generalizzare troppo, noi abbiamo incontrato alcuni imprenditori italiani davvero molto seri ed in gamba, corretti e laboriosi e ce li teniamo ben stretti, il tutto sta nel saperli scovare. Comunque il miglior anticorpo per i tranelli è sempre quello di avere consulenti all’altezza e di fiducia.

Il sistema bancario è “friendly” rispetto agli imprenditori?
Sì, lo è nel senso che è semplice e non macchinoso come il nostro, purtroppo però le condizioni del credito sono molto più care che da noi. I tassi in dollari sono ancora alti.

E la burocrazia? C’è chi la descrive piuttosto lenta e macchinosa.
Dipende dai settori, e poi bisogna fare una premessa: dipende anche dalla persona con la quale stiamo parlando. Se Parlo ad un inglese, a un americano o a uno svizzero dico che la burocrazia è piuttosto ostica. Parlando ad un italiano e sapendo a cosa è abituato in patria dico che non è affatto un problema. Tuttavia le autorizzazioni ambientali in campo immobiliare si stanno oggettivamente complicando oltremodo.

Il Costa Rica è al primo posto nell’indice di felicità mondiale. Saprebbe spiegare perché, dal suo punto di vista?
Credo dipenda da un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadino e dall’atteggiamento della gente. Avendo a che fare con le autorità non ci sente mai vittime o sudditi e questo contribuisce a lavorare con più letizia. Lavorare con letizia è il segreto forse della loro felicità.

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