Contrattare e conquistare

Scritto da Michele Carrieri on . Postato in Diari, Vita da expat

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El Rastro (Madrid – 1271 d.C.)
«Avevo solo 17 anni quando partii con mio padre Niccolò e mio zio Matteo. Il nostro compito era consegnare una lettera che sua Eccellenza, Papa Gregorio X, aveva scritto ad un Signore potentissimo, padrone di terre lontane e sterminate. Preparammo viveri ed acqua abbondante, studiammo le mappe fino ad allora conosciute, sellammo i cavalli migliori e più robusti.  Il viaggio sarebbe stato lungo e tortuoso, l’ignoto ci aspettava. Ma noi, la famiglia Polo, eravamo abituati a raggiungere terre lontane. Per primi».

Come un invito a cena

Scritto da Nadia Magnanini on . Postato in Diari, Vita da expat

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Prima di partire per Philadelphia, mi sono documentata il più possibile sulla cultura americana e su quello che mi avrebbe atteso per cominciare una nuova vita.  Una volta approdata in terra straniera, tuttavia, ho realizzato quanto sia stato importante anche aver cercato un contatto con la propria comunità d’origine per facilitare l’integrazione nella nuova società.

Sirene spagnole

Scritto da Michele Carrieri on . Postato in Diari, Vita da expat

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“E così, tappate loro le orecchie con la cera e legato saldamente all’albero maestro dai suoi stessi marinai, affrontò  questa ennesima sfida…”
Siamo al largo di Sorrento, nel XXII Libro dell’Odissea; Ulisse ordina al proprio equipaggio di lasciargli affrontare il temutissimo canto delle Sirene, una delle innumerevoli prove che dovette superare per raggiungere la tanto agognata Itaca. Oggi per la Spagna le sirene sono ben altre. La forte crisi economica sembra stia sommergendo la Tierra de Cervantes trasformandola in un deserto.

Perché Berlino è così: ti frega

Scritto da Monica Grasso on . Postato in Diari, Vita da expat

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Guardo una fetta di Berlino dalla finestra della mia stanza. I tigli sul mio viale stanno pian piano iniziando a fiorire, segno di un ostinato inverno che si è rifiutato di lasciarci a tempo debito e i timidi raggi di sole – tanto rari in questa nordica città – cercano di farsi strada tra le nuvole, preannunciando l’arrivo dell’attesa primavera berlinese. Anni fa non mi sarei mai immaginata di poter vivere in una città che può godere di qualche misera settimana degna di essere chiamata estiva, lontana da un italico cielo terso e dal mare a qualche centinaia di chilometri. E invece eccomi ancora qui, dopo due anni, stregata da questa città maledettamente bella.

Come in un film americano

Scritto da Nadia Magnanini on . Postato in Diari, Vita da expat

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Quattro mesi dal mio arrivo a Philadelphia. Camminare per le strade di questa città mi fa uno strano effetto, tutto sembra familiare: i palazzi, le persone ai semafori, i camioncini del cibo lungo i marciapiedi, le macchine ferme nel traffico. Mi sembra di esserci già stata. Eppure è la prima volta che vedo questa città. Luci, colori, rumori… com’è affascinante la sua skyline, armoniosa e lineare, dona risalto ai miei 2 grattacieli preferiti: i Liberty Place, 1 e 2.

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